La
Lavorazione. In natura esistono vari insetti che producono seta. Da 4000 anni il più diffuso è il baco da seta. La larva del baco da seta - Bombix Mori nasce dalle uova schiuse in primavera, compie tre o quattro mute poi fila il bozzolo nel quale subisce una metamorfosi trasformandosi prima in crisalide poi in farfalla. Il baco produce un filo lungo centinaia di metri ripiegato più volte su stesso e reso rigido dalla sericina disseccata. A San Leucio si usavano i bachi degli allevamenti di contadini appartenenti al circondario di Napoli e Caserta prodotti fra l'ultima settimana di maggio
e le prime due di giugno. I bozzoli venivano posti in locali con forni e stufe dove avveniva il soffocamento delle crisalidi e la essiccazione. Quindi i bozzoli erano selezionati e puliti.
La trattura è la fase in cui si dipana il filo dal bozzolo che viene immerso in acqua calda per ammorbidire la sericina, cercati i capifila se ne fa una rosa e si inizia a tirare (da cui trattura) tenendo ben unito il mazzetto delle bave. A San Leucio, ogni mattina il direttore della filanda distribuiva alle maestre filandiere i bozzoli precedentemente selezionati per tipologie, dando indicazioni sul numero di bozzoli con cui formare il filo. Una volta formate le matasse, venivano appese ad asciugare. Quindi una volta asciutti i fili dalle matasse vengono avvolti in rocchetti che saranno poi posti sul torcitoio.
La torcitura consiste nell'imprimere una torsione al filo di seta per ottenere tessuti con caratteristiche diverse. Per questa operazione dal XIII secolo in avanti compaiono i torcitoi circolari chiamati anche " mulini da seta , secondo il verso di rotazione delle macchine si producono due tipi di filo:
- il filato: torsione a "Z"
- il torto: torsione a "S"
A San Leucio, la torcitura era inizialmente realizzata nel salone dei Grandi Torcitoi, con due macchine circolari differenti, una per il filato e l'altra per il torto.
Nel 1789 al Belvedere erano in funzione due torcitoi circolari rispettivamente da 480 e 720 fusi. Queste due macchine sono state completamente restaurate e sono ancora oggi perfettamente funzionanti con la forza motrice di una enorme ruota idraulica posta nei sotterranei del salone dei Grandi Torcitoi. In seguito vennero installati altri sette torcitoi negli ambienti del "Vicolo Freddo".
La tessitura è la fase di produzione del tessuto vero e proprio e si effettua con il telaio. Il tessuto è ottenuto intrecciando dei fili, trama, con altri fili ottenuti in precedenza, ordito. I telai producono tessuti lisci, a disegni geometrici e operati con disegni complessi. A San Leucio la tessitura è affidata a telai manuali sistemati in parte negli spazi della fabbrica del Belvedere e in numero rilevante nelle case dei tessitori. Particolarmente importante nella storia serica di San Leucio è il
Telaio Jacquard. Introdotto dal 1829, è considerata la macchina precursore delle macchine automatiche a controllo numerico, consente la realizzazione di disegni complessi e raffinati. Il telaio è sormontato da un meccanismo per il comando di schede perforate che consente di ottenere rapidamente il disegno della stoffa in esecuzione. Questa macchina è tuttora in funzione a San Leucio sia all'interno del Belvedere dove è stato restaurato e rimesso in funzione un esemplare in ciliegio.
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